Prestiti Inpdap

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prestiti inpdapL’Inpdap rappresenta l’Ente nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica. Questo Istituto si occupa sostanzialmente di gestire i trattamenti pensionistici e i TFR dei lavoratori appartenenti al settore pubblico e statale.

Pur non essendo obbligato a farlo, l’Inpdap offre ai propri iscritti la possibilità di ottenere dei prestiti, sulla base delle proprie disponibilità (le trattenute ai dipendenti vanno ad alimentare un apposito Fondo, utilizzato per finanziare, tra le altre cose, anche i prestiti Inpdap per dipendenti pubblici nonché i prestiti per pensionati Inpdap). Di tanto in tanto, l’Istituto propone finanziamenti agevolati ai propri clienti, ai propri familiari e ai pensionati. È bene sottolineare che, nel caso dei prestiti per pensionati Inpdap, i richiedenti non hanno alcun obbligo di iscrizione al Fondo di Gestione.

Piccoli Prestiti Inpdap online: cosa sono e come funzionano

I prestiti Inpdap per dipendenti pubblici si dividono in: mutui fondiari e prestiti personali. Queste due forme di prestito differiscono sostanzialmente nell’entità degli importi erogati in prestito. Mentre i mutui fondiari sono concessi per l’acquisto di immobili (più che altro case di proprietà), i prestiti personali sono del tutto simili ai normali prestiti che tutti conosciamo, i quali prevedono la possibilità di gestire più o meno autonomamente la somma ricevuta.

Possiamo distinguere 3 categorie di prestito Inpdap: Prestito Pluriennale Garantito, Prestito Pluriennale Diretto, Piccolo Prestito. I primi due hanno una durata pluriennale, vengono concessi a dipendenti che abbiano un’anzianità lavorativa di almeno 4 anni (sono tuttavia anche prestiti per pensionati Inpdap) e vengono restituiti per mezzo della cessione del quinto dello stipendio (o della pensione). Mentre il prestito garantito rientra a pieno merito tra i prestiti personali (sebbene per accedervi occorrano requisiti particolari), il prestito diretto meglio rientra nella categoria dei prestiti finalizzati, poiché la presentazione di un documento che attesti la spesa da sostenere è propedeutica alla concessione del denaro richiesto.

Il Piccolo Prestito Inpdap, invece, può essere considerato un prestito personale a tutti gli effetti. Vediamo perché, analizzando le sue caratteristiche nel dettaglio. Proprio come i comuni prestiti personali richiesti a un qualunque istituto bancario o a una società finanziaria, anche il Piccolo Prestito Inpdap può essere richiesto per far fronte a improvvise urgenze di carattere economico e finanziario. Tuttavia, è superfluo ricordare che per accedere a un prestito di questo tipo bisogna essere dipendenti statali o pensionati della pubblica amministrazione.

Come per ogni prestito personale, il Piccolo Prestito presuppone delle garanzie. Esso tuttavia si rivolge a una determinata categoria di persone, pensionati e dipendenti statali che hanno uno stipendio mensile certificato, o relativa pensione. Una volta definita la stabilità reddituale, l’Istituto non necessità di altre garanzie particolari, anche perché i prestiti vengono restituiti tramite trattenute sulla stessa busta paga.

Come tutti i prestiti d’altronde, anche il Piccolo Prestito è soggetto a tassi d’interessi ed è sorretto da quota capitale. Esso si rimborsa in periodi che variano da un minimo di 12 mesi a un massimo di 4 anni. Oltre questo periodo, ci troviamo nell’ambito dei prestiti pluriennali, i quali, come già accennato, necessitano di requisiti particolari e non sono dunque disponibili per tutti.

Prestiti per dipendenti pubblici Inpdap-Inps: il regolamento

Se si era un dipendente pubblico ed attualmente si è titolari di un trattamento pensionistico Inps e si ha bisogno di ottenere un prestito è possibile richiederlo ad un istituto bancario e rimborsarlo tramite una trattenuta sulla pensione che viene effettuata direttamente dall’Inps. Tutte le informazioni sono reperibili sui rispettivi regolamenti che vediamo di seguito: i prestiti che i pensionati Inps possono richiedere sono di due tipi: i prestiti personali per pensionati inps e quelli effettuati attraverso la cessione del quinto dell’importo della pensione stessa.

prestiti pensionatiI prestiti personali sono dei prestiti non finalizzati. Questo significa che, per ottenerli, non è necessario giustificare o spiegare il motivo per cui si richiede il prestito stesso. Questi prestiti vengono concessi mantenendo sempre un tasso fisso ma è importante precisare che non è sempre facile ottenerli, spesso a causa dell’età avanzata del richiedente che potrebbe, quindi, non offrire garanzie sufficienti per il completamento del rimborso del prestito stesso. Proprio per questo motivo molto spesso la banca richiede al pensionato di sottoscrivere una polizza sulla vita oppure alcune garanzie aggiuntive, come un garante che possa pagare le rate del prestito in caso di decesso del richiedente.

Pensionati Inpdap: la cessione del quinto

Il prestito con cessione del quinto della pensione è quello che le banche concedono a fronte della garanzia del rimborso attraverso una trattenuta sulla pensione che viene prelevata direttamente dall’Inps. Si tratta della forma di prestito per pensionati che le banche concedono più facilmente, proprio perché gli importi delle rate vengono prelevati direttamente dall’istituto di previdenza.

Sia il prestito personale che quello con cessione del quinto per pensionati Inps hanno un importo massimo di 50 mila euro da rimborsare con rate comprese tra i 2 e i 10 anni. Entrambe le tipologie di prestito presentano rate costanti ed un tasso fisso e le rate mensili sono sempre pari o inferiore a un quinto della pensione. Al prestito possono accedere tutti i pensionati che siano titolari di un trattamento pensionistico ordinario, i titolari di pensioni di invalidità civile e di assegni sociali, i titolari di assegni di assistenza a pensionati per inabilità e coloro che percepiscono assegni di sostegno al reddito del nucleo familiare.

Per ottenere il prestito è necessario fare richiesta direttamente all’Inps compilando un apposito modulo. L’Inps provvederà a redigere la cosiddetta Comunicazione di Cedibilità, cioè un documento attraverso il quale viene determinato l’importo massimo delle rate, che verrà stabilito dopo che l’ente avrà effettuato dei controlli sull’importo della pensione a tutela degli interessi del pensionato. La comunicazione di cedibilità viene presentata dall’Inps direttamente all’istituto bancario che erogherà il prestito, insieme alla richiesta stessa del prestito. La vigente normativa stabilisce che l’importo della pensione percepita dal richiedente, una volta tolta la rata del prestito, non potrà in nessun caso essere inferiore a 460.97 euro.

L’Inps accorda ai lavoratori e ai pensionati del settore pubblico la possibilità di accedere ad un prestito personale o ad un mutuo ipotecario con il quale poter finanziare i propri progetti di vita come la ristrutturazione della casa, l’acquisto della nuova vettura oppure se il richiedente deve sostenere le spese per le nozze dei figli. Con il nuovo sistema è l’INPS ad occuparsi della gestione delle richieste erogando direttamente gli importi richiesti sul conto corrente dell’iscritto.

Come richiedere prestiti Inpdap decennali

Prestiti inps-inpdap onlineI lavoratori e i pensionati che in precedenza risultavano iscritti all’ex gestione INPDAP possono accedere a finanziamenti di durata decennale che vengono concessi con applicazione di tassi davvero ridotti, ben al di sotto di quelli applicati normalmente dalle banche per i crediti ordinari. Oggi richiedere un preventivo per valutare i dettagli del prestito è più semplice che mai. Ben presto si potrà disporre del denaro per finanziare i progetti di vita o semplicemente per tamponare alcune situazioni critiche che si possono presentare nel corso della vita, senza fornire alcuna motivazione all’ente che eroga il finanziamento.

Per fare un esempio pratico il Tan che comunemente viene applicato per questa forma di finanziamento non eccede il 4,25% mentre il Taeg non supera l’8%. Sui fogli informativi o sul portale ufficiale dell’Inps è possibile entrare in possesso dei fogli informativi per conoscere i dettagli del finanziamento.

Queste forme di prestito vengono concesse anche ai pensionati del settore privato alle stesse condizioni. Chiamando il numero verde 800.100.700 o inviando un’email è possibile avere le informazioni necessarie sui prestiti convenzionati INPS. Gli importi finanziati possono arrivare anche fino a 30.000 euro e possono essere rimborsati in comode rate che possono raggiungere anche i 10 anni (120 mensilità). Sarà il richiedente a dover scegliere l’importo e la durata sulla base delle proprie esigenze. Per quanto concerne la procedura di richiesta di finanziamento va subito premesso che si tratta di una formalità assai facile da espletare anche dagli utenti meno esperti. In poco tempo dopo aver presentato la richiesta si otterrà l’immediato esito e l’eventuale accredito della somma richiesta sul conto corrente del titolare.

L’Inps accorda ai propri iscritti due forme di prestito:  piccoli prestiti e prestiti pluriennali. I piccoli prestiti hanno importi che oscillano da una mensilità di stipendio fino a quattro mensilità. Gli importi possono essere raddoppiati ma solo per coloro che non hanno precedentemente richiesto un finanziamento come ad esempio la cessione del quinto della pensione o del proprio stipendio. Il piccolo prestito viene rimborsato con rate che vanno dalle 12 alle 48 mensilità. Per quanto concerne i prestiti pluriennali la durata delle rate va dalle 60 alle 120 mensilità e vengono riservati ai dipendenti del settore pubblico che possono dimostrare di essere già in servizio da almeno 48 mesi e che hanno versato altrettanti contributi. I prestiti pluriennali vengono accordati anche ai titolari di pensione Inps, ma in questo caso l’importo che verrà finanziato dovrà essere pari alla quota cedibile della pensione moltiplicata per le rate che si intendono pagare.

I documenti per chiedere un finanziamento Inps-Inpdap online

Ma quali sono gli effettivi vantaggi di un prestito Inps online, come presentare la richiesta e quali documenti allegare ? Per quanto concerne i vantaggi sicuramente il primo in assoluto è il tasso applicato davvero ai minimi rispetto a quelli praticati dagli istituti di credito e dalle società finanziarie. La rata del prestito è costante e non può eccedere il quinto dello stipendio netto o della pensione. La richiesta può essere presentata online, compilando l’apposito form in ogni sua parte, che potrà essere scaricato sul portale dell’Istituto di previdenza.

Quindi la comodità sarà quella di non doversi recare presso gli sportelli dell’Inps, facendo inutili file per ottenere le informazioni ed espletare la pratica. Non sarà necessario neanche produrre alcuna documentazione perchè questa sarà reperibile online. Il prestito è coperto dal punto di vista assicurativo nel caso in cui il richiedente venga a mancare prima che il prestito sia interamente rimborsato. Non sarà necessario sostenere alcuna spesa per l’istruttoria della pratica mentre l’iter sarà velocissimo e la risposta giungerà in tempi rapidissimi. L’iter, generalmente, viene seguito da responsabili competenti ed esperti che sapranno fornirti ogni informazione in merito. Basterà chiamare il numero verde Inps e presto otterrete la risposta ad ogni vostro dubbio.

Sul portale dell’Inps potrete reperire tutta la modulistica necessaria anche per l’invio del certificato medico che dovrà essere allegato per la richiesta di prestiti pluriennali. Per coloro che risultano iscritti in attività di servizio, le domande che vengono redatte negli appositi modelli messi a disposizione dagli Istituti, dovranno essere obbligatoriamente presentate all’Amministrazione alla quale il dipendente appartiene e che successivamente verranno inoltrate per via telematica all’Inps. I pensionati, invece, potranno presentare l’apposito modulo di richiesta di finanziamento per via telematica secondo quanto disposto dalla determinazione Presidenziale 95/2012.

Per gli iscritti in servizio non sarà obbligatori produrre documentazioni specifiche né motivare la richiesta e neppure presentare certificazioni mediche. Per coloro che fanno richiesta di un prestito annuale l’importo richiedibile è pari ad una mensilità media di stipendio netto da rimborsare in non più di 12 mensilità. Se il richiedente non ha altre trattenute in corso come ad esempio cessioni del quinto dello stipendio la somma può arrivare fino a due mensilità, mentre per i pensionati il limite è rappresentato dal quinto cedibile. Per quanto concerne i prestiti biennali l’importo globale non potrà superare le due mensilità medie nette di stipendio è andrà restituito in due anni. La somma ottenibile può essere elevata fino a quattro mensilità se non sono presenti in busta paga altre trattenute.

Calcolo e tabelle per i prestiti Inpdap-Inps

Per i prestiti triennali l’importo non può eccedere le tre mensilità da rimborsare in 36 rate e che può essere, anche in questo caso, raddoppiato in caso di assenza di altre trattenute. Per il prestito quadriennale la regola è sempre la stessa. Si può richiedere fino ad un massimo di quattro mensilità di stipendio netto da rimborsare in 48 comode rate e il tutto può essere, ancora una volta, raddoppiato se il richiedente non è gravato di altri oneri in busta paga come la cessione del quinto. E’ utile sapere che il rimborso della prestazione dovrà essere effettuato o in contanti presso la banca cassiera dell’Istituto oppure attraverso il comune Rid bancario con addebito diretto sul proprio conto bancario o postale.

Nell’eventualità in cui il richiedente ha già in corso un ammortamento di un prestito pluriennale diretto o garantito, il rimborso non potrà eccedere la singola mensilità. La prima rata deve essere rimborsata a partire dal secondo mese successivo alla data in cui la somma viene accreditata al beneficiario. Questo tipo di finanziamento agevolato che viene accordato agli iscritti Inps o ai pensionati può essere rinnovato dopo che sia trascorso un periodo minimo di rimborso. Ad esempio il finanziamento può essere rinnovato per coloro che hanno chiesto un prestito annuale solo dopo che sono state rimborsate almeno 6 mensilità, che poi diventano 12 per i prestiti biennali, 18 per quelli triennali e 24 per quelli quadriennali. In ogni caso dovranno essere rimborsati almeno la metà delle rate previste dal piano di ammortamento.

Nell’eventualità in cui il mutuatario deceda o sopraggiunga una invalidità assoluta o permanente del dipendente verificatasi in servizio e per cause di servizio, il debito rimanente non dovrà essere onorato dal richiedente. Qualora il dipendente dovesse passare alle dipendenze di diversa Amministrazione, sarà il nuovo Ufficio a dover provvedere alle ritenute mensili dopo aver ricevuto adeguata comunicazione da parte dell’amministrazione nella quale il richiedente lavorava precedentemente.  Tirando le somme, oggi i dipendenti pubblici e i pensionati possono accedere, semplicemente presentando una richiesta online attraverso il portale Inps, di forme di finanziamento a condizioni agevolate e a tassi davvero al di sotto di quelli comunemente praticati dalle banche. Ecco perchè conviene sempre rivolgersi alla propria amminsitrazione per ovviare alle necessità e alle emergenze che possono capitare nella vista. Si potrà avere in pochissimi giorni l’esito della richiesta e vedersi accreditata la somma sul proprio conto.

Tabelle per piccoli finanziamenti online per insegnanti

Le tabelle per piccoli prestiti riservati agli insegnanti, sono prova di una peculiarità che, al contrario, differenzia il Piccolo Prestito dai comuni prestiti personali: il calcolo dell’importo erogabile. Nel caso del Piccolo Prestito, infatti, la somma richiedibile dipende sostanzialmente da due fattori: l’importo dello stipendio mensile (o della pensione) e la durata del prestito. È possibile richiedere importi pari a una o più mensilità di stipendio (fino a un massimo di 8 ) in base al numero prescelto di rate per il rimborso. Oltre alla suddivisione per fasce di reddito messe in relazione alla durata del prestito, le tabelle per piccoli prestiti includono anche i parametri relativi alla variazione dei tassi d’interesse – TAN e TAEG – il premio fondo rischi e le spese di amministrazione, operando sostanzialmente da “preventivo” per il prestito da richiedere.

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